| Piazza Basilica Santa maria |
Sai tu l’isola bella, a le cui rive manda Jonio i fragranti ultimi baci, nel cui sereno mar Galatea vive e sui monti Aci?
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lunedì 15 aprile 2013
Chiaramonte Gulfi
martedì 9 aprile 2013
Borges, viaggio nella Sicilia del mito
| Jorge Luis Borges con Maria Kodama |
«Ricordo che Borges era molto contento di andare in Sicilia. Per lui era una sorta di viaggio iniziatico alla scoperta di Palermo, la città da cui si origina il nome del suo barrio natale, e dell' Isola di Omero e dei filosofi greci a lui tanti familiari, fin da bambino». Così Maria Kodama, vedova di Jorge Luis Borges, parla del loro viaggio a Palermo nel marzo del 1984 dove il grande scrittore argentino fu insignito della "Rosa d' oro", premio istituito dalla casa editrice palermitana Novecento. La signora Kodama è stata per lo scrittore e poeta argentino compagna di vitae di lavoro, collaboratrice preziosae intelligente;e anche la vista dei suoi occhi spenti.
lunedì 8 aprile 2013
Ettore Majorana
Ettore majorana un enigma nazionale
| Ettore Majorana con il padre e le sorelle |
La sua era una famiglia di illustri professionisti.
Ettore era un genio della Fisica, precocissimo, eccentrico, ombroso, indolente: da lontano appariva smilzo, con un'andatura timida e quasi incerta;da vicino si notavano i capelli nerissimi, la carnagione scura, gli occhi neri, grandi e scintillanti. Molto severo nei giudizi, ancor prima con se stesso per poi esserlo con gli altri, le persone a lui vicine avevano finito col comprendere che tanta severità era la manifestazione di uno spirito insoddisfatto e tormentato. Sotto un apparente isolamento dal prossimo, non solo di fatto ma anche di sentimenti, si nascondeva una sensibilità vivissima che lo portava a stringere solo raramente rapporti di amicizia. Nato a Catania il 5 agosto del 1905 in via Etna 251, trasferitosi con la famiglia a Roma, studiò Ingegneria per quattro anni finchè l'amico Emilio Segré lo convinse a cambiare facoltà, facendogli notare come gli studi di Fisica fossero più consoni, di quelli di Ingegneria, alle sue aspirazioni scientifiche ed alle sue capacità speculative. Il cambio avvenne all'inizio del 1928 dopo un colloquio con Fermi, allora professore straordinario alla cattedra di Fisica teorica dell'Università di Roma e che voleva creare nella capitale una scuola di fisica moderna. Majorana si laureò in Fisica nel 1930. Conosciuto per il suo straordinario valore di scienziato e ricercatore teorico, nel 1931 rifiutò i prestigiosi inviti di trasferimento presso le università di Cambridge, di Yale e della Carnegie Foundation. Non è motivato nemmeno il rifiuto per partecipare, nonostante la segnalazione fatta da Fermi a Mussolini, al concorso nazionale, per professore universitario di Fisica, bandito nel 1936. Accettò invece la nomina, per meriti particolari, a titolare della cattedra di Fisica teorica dell'Università di Napoli. Trasferitosi in questa sede, alloggiò presso l'albergo "Bologna" dove continuò a coltivare i suoi interessi per la fisica. Si chiuse in casa e rifiutò persino la posta, scrivendo di suo pugno sulle buste: - Si respinge per morte del destinatario -. Agli amici più stretti confidò che all'Istituto di Roma, dove peraltro non tornò più, nessuno capiva nulla delle sue teorie (eppure c'erano Fermi e Corbino!). Riuscivano a comprenderlo solo quattro uomini al mondo: i tre premi "Nobel", cioè l'inglese Paul Dirac, il danese Niels Bohr ed il tedesco Werner Heisemberg e con essi l'americano Carl David Anderson. Majorana scrisse solo otto opere di non più di sei-sette pagine ciascuna, tra le quali "Teoria simmetrica dell'elettrone e del positrone", "Atomi orientati in campo magnetico variabile", "Sulla teoria dei nuclei". Allucinato dalla fatica diurna dell'insegnamento e notturna delle meditazioni scientifiche, si lasciò persuadere ad intraprendere, nel marzo 1938, un viaggio di riposo, Napoli-Palermo, su una nave della "Tirrenia". A Palermo alloggiò, per mezza giornata, all'albergo "Sole" e la sera fu di nuovo sul piroscafo dove fu visto sul ponte all'altezza di Capri, come affermano alcune testimonianze, ma a Napoli non arrivò mai. Dove scomparve e come? La supposizione di suicidio per annegamento fu scartata: sul piroscafo viaggiava un battaglione di reduci dall'Africa ed essendo il ponte stipato qualcuno si sarebbe accorto di un uomo che si gettava in mare. Quando in data stabilita non fu notato il suo rientro, fu lanciato l'allarme e nella sua camera al "Bologna" mancava solo il passaporto: era andato all'estero? In quell'epoca pochi scienziati si occupavano di studi atomici e nessun uomo di Stato poteva essere competente: chi poteva chiamarlo con tanta segretezza? Vane si rivelarono le ricerche in tutto il Paese compiute dalla polizia. Al prof. Antonio Carelli suo collega napoletano, era arrivato poco prima un telegramma di Ettore che diceva: - Annullo notizia che riceverai- . Evidentemente si riferiva ad una lettera giunta dopo il telegramma , nella quale si intravedeva, non chiaramente espresso, il proposito del suicidio. Eppure non soffriva di malattie gravi, solo una nevrosi gastrica ; non aveva relazioni sentimentali, non nutriva interesse per il denaro, non aveva avuto litigi con alcuno. La sua era semplice solitudine causata da incomprensioni di coloro che gli erano vicino. Ricostruzioni televisive e giornalistiche sono state tentate in più riprese e tutte, nell'affrontare il momento cruciale, hanno dovuto fermarsi sulla soglia aleatoria e sfumata delle ipotesi.
mercoledì 3 aprile 2013
Cultura e tradizioni siciliane
| cassata Siciliana |
I dialetti
I dialetti parlati in Sicilia sono tantissimi e pieni di sfaccettature nei quartieri delle singole città. Tutti parlano il dialetto senza vergogna in quanto è una lingua a tutti gli effetti, con una storia e una grammatica propria. Sono diverse le matrici del dialetto siculo: indoeuropea e mediterranea (calancuni onda impetuosa di fiume); greca con la dominazione bizantina (tuppiare bussare alla porta); araba con la venuta dei Saraceni (mischinu poverino); franco-normanna con Ruggero I la sicilia tornò ad essere cristiana (quasetti calze); gallica, influenza lombarda (orbu cieco); iberica con la venuta degli spagnoli (sgarrari sbagliare).
La cucina
In cucina Come si può notare dalla situazione linguistica siamo un mix di tradizioni e culture. Le specialità siciliane che piacciono a tutti,grandi e piccini,sono:la cassata siciliana,simbolo della Sicilia insieme ai cannoli,gli arancini e la granita.
| Carretto Siciliano |
I carretti siciliani
Uno dei simboli della cultura siciliana è il variopinto carretto siciliano.
I Carretti nel XVIII secolo venivano usati per scopi agricoli, oggi sono un’attrazione,e i turisti hanno la possibilità di farci un giro sopra. Costruiti artigianalmente, il legno veniva intagliato minuziosamente da maestri d’arte oppure dipinti. Le pareti esterne del carretto erano presenti delle narrazioni di eventi dei paladini di Carlo Magno o scene di vita quotidiana. L’interno invece era decorato con forme geometriche di vario colore con i toni del rosso, giallo e blu. Esiste un museo dedicato ai carretti, il “Museo del carretto siciliano” a Terrasini (PA). A mantenere viva la tradizione dei carretti sono i maestri d’arte che spesso per i turisti rivelano le loro tecniche.
mercoledì 27 marzo 2013
Trapani città dei due mari
| Stabilimento florio |
| Il Satiro |
L’ex Stabilimento Florio si trova a Favignana, Egadi, in provincia di Trapani. È un posto attraverso il quale è possibile rivivere il passato della tonnara e di quello che rappresento per lo sviluppo dell’isola, un vero e proprio gioiello tramandatoci dal passato. È in questo posto che venivano custodite attrezzature, ancore e le barche della mattanza. Questo posto ebbe il pregio di diventare una delle più fiorenti industrie di lavorazione conserviere del tonno, ma oggi rappresenta anche storia della famiglia Florio
Museo Archeologico Regionale Baglio Anselmi
Il museo Archeologico Regionale Baglio
Anselmi si trova sul lungomare Capo Boéo, all’interno dell’area archeologica di Lilibeo (l’antica Marsala). Il Baglio Anselmi è una costruzione della fine del secolo scorso, nato come stabilimento vinicolo per la produzione del “Marsala”. Il museo espone il relitto della nave punica ritrovato nel 1971 nel tratto di mare al largo dell’Isola Lunga ed illustra la storia di Lilibeo e del territorio storicamente ad essa connesso, dalla preistoria al medioevo.
Museo Satiro danzante
Il Museo del Satiro è un meraviglioso posto, dove poter ammirare un vero e proprio capolavoro del passato che, dal momento del suo ritrovamento, ha arricchito esponenzialmente il patrimonio culturale siciliano. Il Satiro è una statua bronzea a grandezza naturale rappresentante un Satiro.È un’opera straordinaria del IV secolo a. C. che rappresenta un satiro che danza, con una meravigliosa testa, attraversata da un ventoso turbinio impalpabile, ma non meno efficace e vigoroso, che ne modella sia le sembianze anatomiche che la chioma.
Museo Civico della Preistoria del Basso Belice
Chi adora la prestoria, le sue atmosfere, ama studiare quello che l’ha caratterizzata, si interessa di sapere come vivevano a quei tempi, non può perdersi il Museo Civico della Prestoria del Basso Belice con sede nel Castello Grifeo, Partanna. All’interno di questo Museo si trovano diversi reperti archeologici che risalgono al periodo del tardo- neolitico. Nel museo si trovano anche sei tele. Fra le opere d’arte appena citate spicca la pala di altare della “Madonna del Rosario” di Simon di Wobreck nel 1585 e che raffigura la Madonna tra i santi Domenico e Caterina. Questa tela fu commissionata da Eleonora Grifeo e Blasco Sala. Interessanti inoltre alcune tipologie di ceramica preistorica, vasi dello stile Naro-Partanna e del Campaniforme. Il percorso espositivo è corredato da interessanti pannelli didattico-esplicativi, utili per comprendere le conoscenze e le frequentazioni delle popolazioni preistoriche nel Belice, prima dell’arrivo dei Greci.
Castello Grifeo
| Castello Grifeo |
martedì 26 marzo 2013
Castello di Carini
| Castello di Carini |
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